Piante e fiori che si possono ammirare nelle campagne baranellesi
Caprifoglio (Lonicera Caprifolium): è una pianta rampicante che forma delle vere e proprie siepi, si trova prevalentemente ai margini dei boschi, fiorisce a fine primavera. I fiori sono caratterizzati da un profumo dolcissimo ed essiccati vengono usati per profumare tisane o tè.
Carota selvatica (Daucus Carota): è una piantina molto diffusa nei campi aperti e incolti e forma spesso larghe macchie, la sua radice è commestibile.
Cipollaccio (Muscari Comosum): già dal nome si possono intuire le peculiarità di questa piantina, infatti è costituta da bulbi che si possono mangiare però solo prima della fioritura.
Euforbia (Euphorbia samnitica tammaro): tipica pianta della macchia mediterranea diffusa in tutta Italia ma in diverse specie a seconda se si va verso il mare o nell’entroterra.
Borragine (Borrago Officinalis): è una pianta che cresce spontanea nei campi, ma viene anche coltivata poiché è molto usata in cucina; sia le sue foglie che i fiori vengono usati in insalate, minestre o addirittura impastellati e fritti.
Gladiolo selvaggio (Gladiolus italicus miller): è un fiore che cresce nei campi incolti e ai margini delle strade, ha un nettare dolcissimo infatti quando viene trovato se ne stacca il fiore per succhiarne il “miele”.
Orchis morio: piccola orchidea che cresce nei spazi aperti dei boschi, fiorisce tra aprile e maggio.
Boccione maggiore (Urospermum dalechampii): è una pinta presente soprattutto nel sud Italia dal mare fino alla collina le sue foglie sono commestibili, fiorisce a partire dalla primavera fino alla fine dell’estate.
Orchidea a piramide (Anacamptis pyramidalis): è un’orchidea molto diffusa cresce nelle scarpate e nei campi incolti, spesso se ne trovano diversi esemplari raggruppati.
Nigella (Nigella damascena): è una pianta infestante dei campi di grano ed è quindi molto noto per questo motivo i nomi popolari della nigella si sprecano: fanciullaccia, strega, damigella, scapigliata, occhio di pavone, barba di frate, lampioncini della Madonna. Ciò significa che le sue foglioline che le danno quell’aria veramente un po’ scapigliata o l’involucro a palloncino dei suoi semi hanno sempre colpito la fantasia delle persone che la incontravano nei campi.
Iperico (Hypericum Perforatum) : pianta molto comune diffusa nei campi incolti e ai margini delle strade fiorisce in estate è una pianta ricca di oli essenziali molto utilizzati in erboristeria.
Lamio rosso (Lamium Purpureum): è una pianta di pochi centimetri di altezza che forma però delle macchie molto estese, è presente nei vigneti e nei campi incolti.
Latte di gallina (Ornithogalum umbrellatum): la piante è tossica in tutte le sue parti, il nome deriva dal liquido biancastro che emana se viene recissa.
Milzadella (Lamium Album): ricorda come forma l’ortica, cresce lungo i fossi e fiorisce dalla primavera all’autunno.
Ophrys:questa orchidea, rara da trovare, appartiene ad una famiglia di orchidee la cui caratteristica è quella di riprodurre il corpo di un insetto per attirare su di sé l’attenzione.
Orchis Purpurea: è una pianta della famiglia delle orchidee abbastanza comune, si trova sia nei campi che ai margini dei boschi.
Porraccio (Allium ampeloprasum): è una pianta dall’odore pungente ricorda l’aglio fresco, cresce ai margini dei campi e negli incolti.
Raperonzolo (Campanula Rapunculus): è una pianta molto bella che cresce lungo le strade ma è rara da trovare, sia le sue foglie che la radice sono commestibili.
Cardo mariano (Silybum marianum): Esistono numerose leggende riguardo questa pianta una delle quali è che permetterebbe di capire se una persona ci ama ma non ha il coraggio di dirlo. Per capirlo si racconta che bisogna raccogliere un cardo mariano in piena fioritura in occasione della Festa di San Giovanni e dopo averlo bruciacchiato, bisogna esporlo durante la notte della vigilia dentro un bicchiere d'acqua: se il colore del cardo si ravviva, vuol dire che l'amore esiste.
Calcatreppolo (Eryngium campestre) Il nome del Genere Eryngium deriva dal greco “eryngion” che significa “ruttare”: pare infatti che alle piante venisse attribuita questa non molto desiderabile qualità. Sull’origine del nome popolare “calcatreppolo” non sono state trovate notizie.
Associazione Turistica Pro Loco G.Zurlo di Baranello (CB)