Il Matrimonio, un rito di passaggio
Le cerimonie legate al matrimonio vedono la donna interprete di riti di passaggio e ne testimoniano la condizione nella tradizione che si perpetua nel tempo.
Nella suggestione che ancora oggi accompagna l’evento, permane l’eco simbolica di archetipi e valori che, nella trasposizione rituale, mediata dalla riproposizione rigorosa de “Le Bangale” , continuano a sopravvivere in un sincretismo magico che ne oggettiva la memoria e ne sostanzia il possesso (avere), travalicandone la condizione di pura essenza (essere). La crisi e il cambiamento di status, che caratterizzano i simboli del matrimonio, permangono così immutati nella interiorizzazione del processo rituale.
I rituali del matrimonio, per le loro forme codificate, si realizzano attraverso una rigida sequenzialità. Le tappe teoriche di questi riti di passaggio - separazione, trasferimento, integrazione - si sviluppano attraverso forme ed apparati simbolici riconoscibili a tutt’oggi nei luoghi incontaminati delle tradizioni e della cultura popolare. Si parte da lontano, dall’innamoramento, che è primo rito di passaggio, in quanto condizione psicologica che si esplicita in forme di sottomissione della donna: la richiesta ufficiale (quète), tuttavia, si sostanzia solo a condizione del consenso da parte del nucleo familiare a cui il giovane appartiene.
Il fidanzamento che ne segue non è fase esplorativa dei sentimenti, ma è già percorso di iniziazione al nuovo status, i cui elementi sono ravvisabili simbolicamente nel corredo dei doni che ne accompagna la cerimonia di ufficializzazione. In questa occasione infatti la suocera fa dono alla futura nuora de “ru bangale”, il zinale del costume della festa che, attraverso la più o meno ricchezza dei galloni e dei ricami in seta, si fa segno della posizione che la sposa andrà in seguito a acquisire.
La presentazione del corredo ha una duplice funzione: palesare alla comunità ciò che la donna porta in dote ed implicitamente testimoniare la condizione economico - sociale del suo gruppo di origine.
La dodda esposta diviene in seguito oggetto di contratto, ratificato alla presenza di un notaio, a testimoniarne la legalità.
Uno dei riti più suggestivi della tradizione è rappresentato dal trasporto del corredo dalla casa della giovane alla casa della suocera, quella dove andrà a vivere. Un rito tutto al femminile, finalizzato all’apprezzamento della dote da parte della madre dello sposo. Le amiche più intime della ragazza sistemano tutta la dote in grossi cesti (cofani), e li trasportano in un corteo festoso che la suocera accoglie sull’uscio della sua casa.
Il rito assume dunque le forme di una processione, di un trasferimento “sacro” da una casa all’altra; l’incontro tra la giovane e la suocera , contrassegnato dall’atto formale della consegna del contratto, è dunque punto di arrivo ma al tempo stesso punto di partenza.
Il passaggio successivo prevede la preparazione del letto che accoglierà gli sposi. Anche questo è un rito esclusivamente al femminile: gli uomini non sono ammessi, se non per i festeggiamenti successivi. Il primo letto, il più ricco del corredo, viene apparecchiato dalle amiche della sposa, quindi composto, in presenza e con l’aiuto della comare di battesimo. Seguono i doni, simbolo di fertilità e benessere: la bambola, le banconote, i confetti, a ricoprirne l’intera superficie.
La parabola ascendente dei riti preparatori culmina nella celebrazione delle nozze. La sposa, con l’abito della festa e il bangale bianco, quale segno di distinzione, traduce il passaggio al nuovo status di donna maritata con l’abbandono del fazzoletto a favore della mappa. Il copricapo, dunque, si fa simbolo visivo per la collettività, che ne interpreta i significati in quanto partecipe di un codice comune. La celebrazione di un momento privato si integra così con la vita della comunità sociale.
Il corteo nuziale, caratterizzato dal lancio beneaugurale di fiori e coriandoli propiziatori per gli sposi (grascia), attraversa le strade e le contrade, suggellando l’avvenuto cambiamento attraverso il rituale del passaggio della sposa sotto “i ponti”: allestiti con coperte in raso antico su cui risaltano bambole e banconote, e mantenuti, a un capo e all’altro, da sole donne, questi si fanno segno di solidarietà complice in quanto augurio di fertilità e di benessere futuri.
E’ così che ancora oggi prendono forma i valori in gioco nelle consuetudini sociali, attraverso i rituali che ne perpetuano l’essenza.
La Compagnia di Cultura Popolare le Bangale
Associazione Turistica Pro Loco G.Zurlo di Baranello (CB)